Recensione — Glee 5×03: The Quaterback

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Non so davvero dove iniziare.. ho visto la puntata un paio di ore fa e quasi sono ancora in lacrime, ma cercherò di essere il più ‘professionale’ possibile per scrivere una recensione recente.

L’episodio, intitolato The Quaterback, è andato in onda la sera (notte in Italia) del dieci ottobre (undici sempre in Italia) ed è stato un tributo al defunto attore Cory Monteith, che interpretava Finn Hudson nella serie di Glee, come già sappiamo.

Il tributo, ovviamente, è stato a nome di Finn Hudson per seguire la linea temporale del telefilm, ma alla fine abbiamo visto che Ryan Murphy (produttore esecutivo di Glee) ha deciso saggiamente di scrivere queste esatte parole:

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L’episodio si è aperto con i membri del nuovo club, e con alcuni del vecchio (Mercedes, Kurt, Santana, Mike e Puck che, poi, abbiamo visto rimanere per tutta la durata della puntata), cantando Season of Love di Rent, e la performance si è conclusa con i ragazzi che guardavano un’immagine di Finn nel campo da football con, in mano, una palla dello sport prima citato.

La prossima canzone che ascoltiamo è I’ll Stand By You, The Pretenders, cantata da Mercedes, canzone cantata precedentemente nella prima stagione da Finn. È stato un momento forte e deciso per Mercedes, perché proprio come ha detto, piangeva da tre settimane e doveva subito cantare in sua memoria, altrimenti esplodeva.

Il primo punto di vista che abbiamo è quello di Kurt e, poi, della sua famiglia. Abbiamo visto Kurt lasciare Rachel per andare a Lima, al McKinley, e poi abbiamo visto Carol in lacrime scegliendo quale delle cose del figlio sarebbero state gettate e quali sarebbero rimaste. Burt, invece, ha ricordato tutti i momenti che ha avuto con Finn, rimproverandosi di averlo abbracciato poco e di averlo sgridato e ‘dato una pacca sulla spalla’ troppo. Ed inoltre vediamo un momento molto toccante, in cui Kurt decide di tenere e indossa la giacca da football di Finn piangendo tenendola addosso.

È dura anche per Santana che, dopo aver cantato Fire and Rain di James Taylor insieme al resto del club, è scappata via verso l’armadietto di Finn dove candele, ricordi, peluche e cose del football sono poste lì per terra per ricordarlo. Qui vediamo l’ex-preside, ora bidello, Figgins che piange e Bree che spegne le candele per conto di Sue. Santana non ha tutti i torti ad arrabbiarsi e corre, infuriata, da Sue dove, con la voce tremante dal dolore, le rinfaccia tutto ciò che le ha fatto di male nei precedenti tre anni e del fatto che non ha mai detto una parola carina su Finn Hudson, e la spinge per poi andar via. In sala canto, poi, spende due parole e poi si esibisce in If I Die Young dei The Band Perry, e quando le manca un solo ritornello scoppia a piangere e corre via nell’auditorium, seguita da Kurt che le parla. Santana, poi, confida che aveva scritto qualcosa di carino in memoria di Finn e che non è riuscita a leggerlo nella sala canto, così legge quella magnifiche parole solamente a Kurt. Quest’ultimo, poi, le regala la giacca di suo fratello e, Santana, ci si stringe dentro piangendo come per abbracciarlo.

Duro momento anche per Puck che, dopo un mese dalla morte dell’amico, non è riuscito a superare ancora la cosa, anche se ci aveva provato in tutti i modi possibili. Si confida, così, con la coach Beiste e piange, dicendo di non potercela fare ad andare avanti così. Nella sala canto canta No Surrender di Bruce Springsteen con la sua chitarra. Alla fine della canzone arriva Santana accusando Puckerman di aver rubato la giacca di Finn mentre lei dormiva in infermeria, anche Artie è d’accordo con Santana e Puck gli grida contro, ma Mr. Schue riesce a porre fine alla litigata. Kurt sembra l’unico a ragionare, dicendo che per quella note può tenere la giacca, ma che poi dovrà restituirla a Santana perché, adesso, è di sua proprietà.

È difficile anche per Sue. Santana va a scusarsi per le parole dette ed il gesto commesso, ma Sue la zittisce e ammette che aveva ragione. Piangendo racconta che Finn è sempre stato un buon ragazzo e che lei non avrà mai l’opportunità di poterglielo dire, siccome non gliel’ha mai detto. Ammette che avrebbe voluto un futuro nel McKinley per lui e poter insegnare al suo fianco.

Kitty, Marley, Artie, Sam, Jake, Unique e Tina sono di fronte al memoriale che è stato fatto accanto all’armadietto di Finn, e partecipano poggiando delle bacchette rosse da batterista (Finn/Cory sapeva suonare la batteria) in sua memoria. Ed ecco che arriva Rachel, mano nella mano con Kurt, il suo migliore amico e dice che doveva vederlo (il memoriale).

Rachel canta Make You Feel My Love di Adele, dicendo che quella è la prima canzone che ha cantato in macchina con lui.

Santana confida a Mr. Schue che, forse, non farà più ritorno a Lima o, almeno, non tornerà per un po’; e attacca dei volantini con la foto della giacca che hanno rubato dicendo di dare una ricompensa di diecimila dollari. Intanto Puck restituisce l’albero che aveva rubato e beve, con Shannon, una birra analcolica. Alla fine vediamo incisa la parola “quarterback” sull’albero.

Rachel va da Mr. Schue in aula canto, dove parlando gli confida di vedere ancora la sua faccia e di sentire la sau voce chiaramente, ed ha paura che un giorno possa dimenticarsi di entrambe le cose. Poi insieme a Will appende una targa raffigurante Finn nell’aula canto, con la seguente frase (che lui stesso disse): “The show must go… all over the place… or something”.

Mr. Schue non aveva mostrato sentimenti per tutto il mese, nemmeno al funerale, ma in qualche modo anche lui ha sofferto. Seduto sul divano di casa sua prende, dalla sua valigetta, la giacca di Finn che aveva rubato a Santana, e si sfoga piangendo.

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Non vi dico come ho pianto tutto il tempo, dall’inizio alla fine.

Quello non era il Glee Club, era il Glee Cast.
Quella non era Sue Sylvester, era Jane Lynch.
Quello non era Noah Puckerman, era Mark Salling.
Quella non era Santana Lopez, era Naya Rivera.
Quello non era Kurt Hummell, era Chris Colfer.
Quella non era Rachel Berry, era Lea Michele.
E quello non era Finn Hudson, è Cory Monteith.

Non riesco a dire altro, ammetto che scrivendo la recensione continuo a piangere. Con il prossimo episodio mi farò perdonare, scusate.

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Freakmyself.

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